Sanità a confronto - Italia

Infezioni da hiv, Italia al 13esimo posto in Europa

L’Italia nel 2015 era al tredicesimo posto rispetto agli altri paesi dell’Europa occidentale per nuove diagnosi di infezione da hiv. L’incidenza è del 5,7 per 100mila abitanti. Subito dietro il nostro Paese ci sono Francia, Grecia e Spagna. I dati emergono dalla Relazione al Parlamento 2016 sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l’infezione da hiv, pubblicata dal Ministero della salute e condotta dall’Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie. Nel 2015 più della metà delle segnalazioni di contagio in Italia sono pervenute da quattro regioni: Lombardia (24,1 per cento), Lazio (14,8), Emilia Romagna (9,3) e Veneto (7,8). A livello mondiale, secondo i dati dell’ultimo report UnAids, nel 2015 ci sono state oltre 2 milioni di nuove diagnosi di infezione da hiv e sono 36,7 milioni le persone che convivono con l’infezione stessa. Sono invece 29.747 le nuove diagnosi nei 31 Paesi dell’Unione europea e della European economic area. Sebbene l’infezione da hiv sia prevenibile attraverso efficaci misure di sanità pubblica, essa continua a rappresentare un grave problema a livello globale. Va comunque detto che i dati italiani sono in leggero calo e che nel corso degli anni una conoscenza dettagliata dell’epidemia da hiv ha permesso di pianificare il controllo dell’epidemia attraverso programmi di prevenzione. Nel mondo, ha segnalato un report dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono però ancora oggi più di 18 milioni le persone sieropositive in cura con i farmaci antiretrovirali, ma altrettante non riescono ancora ad accedere alle terapie in gran parte perché inconsapevoli della propria sieropositività.