Sanità a confronto - Italia

Epatite C, finalmente al capolinea

L’epatite C oggi si cura e il Lazio è in prima linea nelle terapie contro questa malattia. Primo passo, la campagna di sensibilizzazione Una regione senza la C, presentata lo scorso 26 settembre a Roma presso la Fondazione Ptv Policlinico Tor Vergata. «L’epatite C è una di quelle patologie che di più è stata investita, per fortuna, dall’innovazione che la scienza medica ha prodotto», ha detto introducendo l’evento Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. La campagna è promossa dall’omonimo Osservatorio nato nel 2016 per iniziativa della consigliera Teresa Petrangolini, che ha spiegato: «In Italia si stimano circa 300mila casi diagnosticati ed esiste un numero ancora non ben definito di persone che non sanno di aver contratto l’infezione». Del resto nel solo Lazio sono 6mila i pazienti in cura con i nuovi farmaci, il tutto grazie a un investimento di 70 milioni di euro.

La campagna di sensibilizzazione ha previso la produzione e distribuzione di materiale informativo su tutto il territorio regionale: brochure in distribuzione presso farmacie e aziende sanitarie oltre a locandine esposte negli ambulatori dei medici di base grazie al patrocinio della Fimmg, Federazione italiana medici di famiglia. «Il ruolo del medico di famiglia nell’individuazione dei soggetti a rischio per infezione da Hcv che potrebbero giovarsi di un trattamento con i nuovi farmaci è fondamentale», ha detto Alberto Chiriatti, vicepresidente provinciale della stessa Fimmg. «Stiamo studiando con i colleghi ospedalieri dei centri specialistici percorsi privilegiati che consentano un invio mirato dei soggetti da trattare, evitando le liste di attesa». Per il lancio della campagna è stato scelto il Policlinico Tor Vergata non a caso: questa struttura ospedaliera sta realizzando, nel contesto del Programma regionale sulle epatiti, una sperimentazione di test diagnostici sui soggetti a rischio. L’obiettivo finale delle istituzioni è ambizioso ma fattibile: raggiungere gli oltre 20mila cittadini. E finalmente giungere all’eradicazione della patologia.