Sanità a confronto - Italia

Il mancato stop al doppio incarico Presidente-Commissario per la sanità.

L’intenzione del Governo di sancire l’incompatibilità del doppio ruolo di Presidente e Commissario ad acta per la sanità nelle regioni per le quali s’impone il piano di rientro dagli sforamenti di bilancio rimane, per ora, solo un’intenzione. La norma era stata inserita nell’ambito del “Decreto Genova” ma, nel testo sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica, è poi scomparso.

Le ragioni della rimozione da questo importante provvedimento non sono state al momento rese note ma, si ritiene, che la materia relativa ai Presidenti-Commissari, inserita nel decreto relativo al decreto sul capoluogo ligure, fosse una forzatura eccessiva. Forse la prossima legge di Bilancio potrebbe accogliere nuovamente la norma. Questo, anche in considerazione del fatto che la norma ora eliminata stabiliva che i futuri nuovi commissari avrebbero dovuto redigere ogni sei mesi una relazione ai Ministri della Salute e dell’Economia sulle attività di monitoraggio della spesa e sull’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

L’eliminazione del doppio ruolo dovrebbe interessare marginalmente i presidenti di Lazio e Campania, in procinto di annunciare l’uscita dai piani di rientro ma coinvolgere più pesantemente quelli di Molise e Calabria.

Biosimilari: garantiscono la sostenibilità, ma la terapia deve essere affidata solo al medico

12/07/18. Presentato al Ministero della Salute il Position Paper di AIOM, SIF, SIFO, CIPOMO e Fondazione AIOM

Il costo dei farmaci anticancro nel nostro Paese è stato pari a 4,5 miliardi di euro nel 2016. L’arrivo dei biosimilari in oncologia può determinare risparmi di circa il 20%, liberando risorse per consentire l’accesso a terapie innovative. La scelta di trattamento (con il farmaco biologico di riferimento o con il biosimilare) deve rimanere una decisione affidata esclusivamente al medico prescrittore. Principio che vale anche per i pazienti già in cura, in cui la scelta dell’eventuale passaggio da una terapia all’altra rientra nell’esclusivo giudizio clinico.Questo passaggio può avvenire solo dopo un’attenta informazione del paziente, che dovrebbe essere monitorato per l’insorgenza di eventuali effetti collaterali.

Sono questi alcuni dei punti fondamentali del Position Paper sui farmaci biosimilari in oncologia presentato in un convegno nazionale oggi al Ministero della Salute e firmato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dalla Società Italiana di Farmacologia (Sif), dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo), dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) e da Fondazione Aiom.

Oncologia e malnutrizione: il 28% dei malati di tumore ha perso più del 10% di peso

01/03/18. Un paziente oncologico su 5 muore per nutrizione inadeguata. Questo il dato allarmante dello studio italiano PreMio, acronimo di Prevalence of Malnutrition in Oncology.

Lo studio rivela lo stato nutrizionale di quasi duemila pazienti italiani in occasione della prima visita oncologica in 22 unità di oncologia nazionali, facendo anche un focus sui tipi di cancro che condizionano la malnutrizione con perdita di peso.

La perdita di peso, si segnala, ha severe complicanze per il paziente: può aumentare la tossicità indotta da radio e chemio sulle cellule sane e rende quelle malate più resistenti al trattamento così come, l’abbassamento delle difese immunitarie, accresce la frequenza dei ricoveri e della mortalità. Il 20% dei pazienti oncologici, infatti, non vince la malattia per le complicazioni legate alla malnutrizione.

I tumori in cui il problema si manifesta con maggiore frequenza sono quelli allo stomaco, al pancreas, testa-collo e polmone. Le donne affette da tumore al seno, invece, non sono considerate a rischio.

Stop all’antibiotico resistenza, la via virtuosa della regione

«In tutto il mondo e anche nel Veneto negli ultimi anni è stato notato un notevole incremento della farmacoresistenza determinata dall’eccesiva assunzione di antibiotici. Si tratta di un problema di comportamento individuale, ma è anche una situazione che va monitorata e controllata anche nelle strutture assistenziali pubbliche». Ad affermarlo è l’assessore alla sanità regionale Luca Coletto aderendo alla Settimana mondiale di sensibilizzazione sugli antibiotici, iniziata il 14 novembre. «Il fai da te con il quale molte persone tendono ad approcciarsi ai medicinali, antibiotici compresi, è dannoso e può essere pericoloso», ha detto Coletto. «In questi ultimi anni in tutti gli ospedali per acuti sono in atto sorveglianze specifiche e misure di controllo, ma ora è necessario intensificare queste attività in altre realtà assistenziali, come la residenze sanitarie assistite e le case di riposo». Il Veneto in questo senso ha inserito un programma specifico all’interno del Piano regionale di prevenzione per il quadriennio 2014-2018. In piena fase di realizzazione, si compone di cinque diverse azioni: si va dalla raccolta e dalla disponibilità di dati a livello di Aziende sanitarie territoriali e di Regione, al monitoraggio dello stato attuale dei sistemi di sorveglianza e controllo delle infezioni. Verrà inoltre prodotto un report annuale che documenta il consumo di antibiotici sul territorio e in ospedale e sarà attivato un sistema di sorveglianza e la definizione di un programma di comunicazione e informazione rivolto alla popolazione oltre a una campagna informativa interna rivolta a operatori sanitari, farmacisti e medici di base. La settimana regionale sugli antibiotici culminerà il 18 novembre con un focus continentale grazie alla Giornata europea degli antibiotici.

Epatite C, finalmente al capolinea

L’epatite C oggi si cura e il Lazio è in prima linea nelle terapie contro questa malattia. Primo passo, la campagna di sensibilizzazione Una regione senza la C, presentata lo scorso 26 settembre a Roma presso la Fondazione Ptv Policlinico Tor Vergata. «L’epatite C è una di quelle patologie che di più è stata investita, per fortuna, dall’innovazione che la scienza medica ha prodotto», ha detto introducendo l’evento Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio. La campagna è promossa dall’omonimo Osservatorio nato nel 2016 per iniziativa della consigliera Teresa Petrangolini, che ha spiegato: «In Italia si stimano circa 300mila casi diagnosticati ed esiste un numero ancora non ben definito di persone che non sanno di aver contratto l’infezione». Del resto nel solo Lazio sono 6mila i pazienti in cura con i nuovi farmaci, il tutto grazie a un investimento di 70 milioni di euro.

La campagna di sensibilizzazione ha previso la produzione e distribuzione di materiale informativo su tutto il territorio regionale: brochure in distribuzione presso farmacie e aziende sanitarie oltre a locandine esposte negli ambulatori dei medici di base grazie al patrocinio della Fimmg, Federazione italiana medici di famiglia. «Il ruolo del medico di famiglia nell’individuazione dei soggetti a rischio per infezione da Hcv che potrebbero giovarsi di un trattamento con i nuovi farmaci è fondamentale», ha detto Alberto Chiriatti, vicepresidente provinciale della stessa Fimmg. «Stiamo studiando con i colleghi ospedalieri dei centri specialistici percorsi privilegiati che consentano un invio mirato dei soggetti da trattare, evitando le liste di attesa». Per il lancio della campagna è stato scelto il Policlinico Tor Vergata non a caso: questa struttura ospedaliera sta realizzando, nel contesto del Programma regionale sulle epatiti, una sperimentazione di test diagnostici sui soggetti a rischio. L’obiettivo finale delle istituzioni è ambizioso ma fattibile: raggiungere gli oltre 20mila cittadini. E finalmente giungere all’eradicazione della patologia.