Sanità a confronto - Italia

Nord-Sud, divario da colmare: ecco la posizione di Emiliano

«Se riusciremo a curare qui i nostri pazienti, il sistema sanitario del Nord rischia di sbilanciarsi e di crollare. Si tratta di un cambiamento radicale e profondo rispetto a quanto è sempre avvenuto nel nostro Paese». Lo ha detto il governatore della Puglia Michele Emiliano a Bari in occasione del Forum 2017 Mediterraneo della Sanità tenutosi il 12 e il 13 settembre scorsi. «Con le risorse e i mezzi disponibili – ha aggiunto – siamo costretti a fare i miracoli per mantenere elevati standard di assistenza e servizi efficienti e l’unico modo per farlo è investire sull’innovazione. In particolare occorre puntare sulla telemedicina, che consentirà di dotare il sistema dell’emergenza e urgenza della possibilità di stabilizzare tutti i pazienti acuti già durante il trasporto in elicottero o in ambulanza». Ovviamente per fare ciò occorrerà dotare la sanità pugliese delle apparecchiature necessarie per la diagnosi e la cura, soprattutto per le malattie oggetto di viaggi della speranza da Sud verso Nord. In tema di innovazione «la legge sulla partecipazione varata dalla Regione è una leva fondamentale che consentirà a tutti di offrire un contributo costruttivo e, se necessario, di intervenire sulle decisioni assunte e sui sistemi adottati», ha aggiunto Emiliano. Ha supporto dlele parole del presdiente Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento promozione della salute della regione Puglia, ha sottolineato che il piano operativo per il biennio 2016/18 punta proprio sull’innovazione tecnologica: «Molte delle soluzioni adottate sono sviluppate da realtà pugliesi», ha precisato. «Ieri abbiamo registrato e stampato 70mila certificati vaccinali, vuol dire che il sistema Puglia basato sull’anagrafe vaccinale digitalizzato e il sistema delle farmacie collegate ai nostri cup ha dato ai pugliesi un servizio importante e gratuito».

Infezioni da hiv, Italia al 13esimo posto in Europa

L’Italia nel 2015 era al tredicesimo posto rispetto agli altri paesi dell’Europa occidentale per nuove diagnosi di infezione da hiv. L’incidenza è del 5,7 per 100mila abitanti. Subito dietro il nostro Paese ci sono Francia, Grecia e Spagna. I dati emergono dalla Relazione al Parlamento 2016 sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l’infezione da hiv, pubblicata dal Ministero della salute e condotta dall’Ecdc, il centro europeo per il controllo delle malattie. Nel 2015 più della metà delle segnalazioni di contagio in Italia sono pervenute da quattro regioni: Lombardia (24,1 per cento), Lazio (14,8), Emilia Romagna (9,3) e Veneto (7,8). A livello mondiale, secondo i dati dell’ultimo report UnAids, nel 2015 ci sono state oltre 2 milioni di nuove diagnosi di infezione da hiv e sono 36,7 milioni le persone che convivono con l’infezione stessa. Sono invece 29.747 le nuove diagnosi nei 31 Paesi dell’Unione europea e della European economic area. Sebbene l’infezione da hiv sia prevenibile attraverso efficaci misure di sanità pubblica, essa continua a rappresentare un grave problema a livello globale. Va comunque detto che i dati italiani sono in leggero calo e che nel corso degli anni una conoscenza dettagliata dell’epidemia da hiv ha permesso di pianificare il controllo dell’epidemia attraverso programmi di prevenzione. Nel mondo, ha segnalato un report dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono però ancora oggi più di 18 milioni le persone sieropositive in cura con i farmaci antiretrovirali, ma altrettante non riescono ancora ad accedere alle terapie in gran parte perché inconsapevoli della propria sieropositività.

 

Migranti: ecco la app sanitaria che facilità l’integrazione

Informazioni su patologie infettive, vaccinazioni, strumenti di autovalutazione del livello di rischio in relazione alla tubercolosi e conoscenza della rete sanitaria per l’accesso ai servizi e alle prestazioni: sono le funzioni permesse dalla nuova app gratuita Infostranieri presentata dall’assessorato al welfare della Lombardia. Realizzata in dieci lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, albanese, arabo, cinese, russo, urdu e rumeno), l’applicazione fornisce supporto ai cittadini stranieri su una serie di servizi: dalla documentazione per ottenere il permesso di soggiorno e la carta di soggiorno al ricongiungimento famigliare. Anche l’Ats di Milano ha contribuito al progetto: lo ha fatto inserendo una specifica sezione salute che offre informazioni e servizi in tema di prevenzione. La app fornirà materiale informativo ed educativo sulle principali patologie infettive, promuoverà le vaccinazioni e faciliterà l’accesso ai servizi di prevenzione grazie anche al superamento delle barriere linguistiche. «La nostra amministrazione», ha spiegato l’assessore Giulio Gallera, «è sempre alla ricerca di strumenti innovativi per migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini, anche di quelli che per motivi di lavoro o studio si trasferiscono temporaneamente sul nostro territorio». La sezione salute è attiva per il momento solo per il comune di Milano ma, superata la fase di prova, sarà possibile estenderne la fruizione ad altri comuni dell’Ats. A questo punto l’assessorato conta sulla collaborazione di consolati, ambasciate e associazioni estere per far conoscere la app agli stranieri: solo così potrà diventare un vero strumento di interazione e integrazione.

Arriva l’infermiere di famiglia: l’assistenza a un livello superiore

4 Luglio 2017- Una nuova figura si occuperà della salute e dell’assistenza dei soggetti più fragili: l’infermiere di famiglia. Questo nuovo ruolo professionale nasce in Piemonte, con una delibera della giunta regionale in cui si prende atto del successo riscosso dalla sperimentazione di questa forma di gestione dell’assistenza avvenuta nelle Asl di Asti, Novara, Vercelli Cusio Ossola e all’interno del progetto europeo Consenso (Community nurse supporting elderly in a changing society), partito proprio in Piemonte nell’Asl Cuneo 1 e in quella Torino 1. L’infermiere di famiglia e di comunità è un professionista che svolge una funzione di tutor per i cittadini grazie alla sua visione a tutto tondo circa le problematiche dell’anziano e non solo. In particolare nelle Asl in cui è stata condotta una prima sperimentazione sono stati sviluppati, insieme agli infermieri di famiglia, modelli assistenziali domiciliari, tra gli altri, per mamma e bambino, per i malati cronici e per utenti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Tra gli obiettivi del progetto ci sono quelli di migliorare l’accesso ai servizi sanitari, promuovere corretti stili di vita, riconoscere precocemente gli stati di fragilità prima che si trasformino in stati irreversibili di disabilità, gestire le condizioni di cronicità in collaborazione con i medici di medicina generale e sviluppare l’educazione terapeutica per l’autogestione della malattia. A questo proposito la coordinatrice dei collegi Ipasvi (Federazione nazionale dei collegi degli infermieri) del Piemonte, Mirella Schirru, ha inviato una lettera all’assessore alla sanità Antonino Saitta in cui afferma: «Come abbiamo dato tutta la nostra disponibilità nel supportare da protagonisti le sperimentazioni, ci offriamo per fare altrettanto a livello di Regione e siamo pronti come collegi Ipasvi a collaborare attivamente con l’assessorato, perché la delibera trovi piena applicazione e, soprattutto, perché siano confermati ovunque i risultati in essa riportati».

 

Tumore al seno, diagnosi gratuita per positività al rischio

1 Giugno 2017 – Diagnosi precoce di tumore alla mammella: in Liguria c’è l’esenzione per le donne portatrici sane di una mutazione genetica (Brca1 o 2 oppure mutazione del gene P53) oppure con un elevato rischio genetico equivalente, in quanto appartenenti a famiglie con una storia oncologica fortemente sospetta. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale. Le pazienti individuate sono circa 150 e ogni anno si stimano 30 nuovi casi: di queste, circa 1-2 per cento sviluppa il tumore della mammella o dell’ovaio. L’accertamento della presenza della mutazione genetica o dell’alto rischio equivalente è affidata al Centro tumori ereditari dell’Ospedale policlinico San Martino di Genova. In caso di test genetico positivo oppure di rischio equivalente accertato, le donne potranno seguire un programma di sorveglianza completamente gratuito. «La Liguria», ha detto l’assessore alla sanità della regione Liguria Sonia Viale, «è la terza regione in Italia dopo Emilia Romagna e Lombardia ad aver introdotto questo tipo di esenzione. Si tratta, quindi, di una conquista importante che garantisce non solo la gratuità delle prestazioni specialistiche». Il tumore al seno viene diagnosticato con la mammografia e l’ecografia mammaria: la scelta di quale dei due esami utilizzare dipende dall’età, anche se nella maggior parte dei casi si utilizzano entrambi. In alcuni casi specifici, ad esempio di fronte a mammelle molto dense o a lesioni difficili da classificare, è possibile ricorrere anche alla risonanza magnetica.