Politica sanitaria dal mondo

Sanità pubbliche a confronto, la classifica

La sanità europea è in costante miglioramento su temi come mortalità infantile, tasso di sopravvivenza malattie cardiache, ictus e cancro. Inoltre, il coinvolgimento dei pazienti nelle scelte terapeutiche appare sempre maggiore. A fare presente questi dati è il report Euro Index Consumer Health 2016 (Ehci), pubblicato a fine gennaio dalla Health Consumer Powerhouse. Dal 2005 il documento, risultato di un’analisi sulla base di 48 indicatori suddivisi in 6 aree, analizza i dati statistici ufficiali e il livello di soddisfazione dei cittadini raffrontando così i sistemi sanitari di 35 Paesi europei. Certo restano molte inefficienze diffuse in diversi Paesi. Tuttavia, come si legge nel rapporto, «Se tutti copiassero i sistemi europei di maggior successo si potrebbero risparmiare risorse da investire per salvare vite umane e migliorare le prestazioni».

In questo scenario l’Italia si conferma al 22° posto della classifica europea, seppur con un piccolo miglioramento (15 punti) nel ranking dell’anno scorso. Il problema grave del nostro Paese sono le profonde differenze regionali: «Da Roma in su la sanità è di qualità, mentre al sud il livello è molto basso», scrivono gli autori. «L’Italia mostra la più grande differenza riferita al pro capite tra le regioni di qualsiasi paese europeo: il Pil della regione più povera è solo un terzo di quello della Lombardia, la più ricca». A livello europeo, e a dispetto di un miglioramento generale, resta il divario tra i Paesi del nord Europa e quelli meno sviluppati, nel sud-est. Non a caso le migliori performance sono quelle dei Paesi Bassi, che si confermano al vertice seguiti dalla Svizzera. Al contrario, Italia e Spagna forniscono servizi di assistenza sanitaria di eccellenza in molti luoghi anche se l’eccellenza reale di questi Paesi sembra dipendere troppo dalla capacità dei consumatori di permettersi la sanità privata come integrazione a quella pubblica.