Politica sanitaria dal mondo

Obbligo vaccinale, facciamo il punto

26 Maggio 2017 – L’Italia è maglia nera per vaccinazioni a livello europeo e mondiale: è quanto emerge dall’ultimo report dell’Organizzazione mondiale della sanità sullo stato della salute nel mondo. Secondo l’analisi, nel 2015 in Italia la copertura di vaccini si ferma al 93 per cento, in una posizione inferiore rispetto ai risultati raggiunti dagli altri Paesi dell’area europea come Belgio, Bielorussia e Repubblica Ceca, ma anche in rapporto a Paesi africani in via di sviluppo come Ruanda e Tanzania, che registrano una media del 98 per cento. Sul tema dei vaccini, in particolare, occorre dire però che il totale sono ben 15 i Paesi europei che non hanno vaccinazioni obbligatorie, mentre i restanti 14 Paesi hanno almeno una vaccinazione obbligatoria inclusa nel loro programma vaccinale. Analizzando i dati dello studio Eurosurveillance del 2012, si nota che la vaccinazione contro la polio è obbligatoria per tutti i bambini in 12 nazioni europee. Quella contro la difterite e il tetano è obbligatoria in 11 Paesi mentre la vaccinazione contro l’epatite B in 10 Paesi. In Europa l’obbligo vaccinale è nato all’inizio dell’Ottocento, con la diffusione della vaccinazione contro il vaiolo. In Italia l’obbligo di vaccinare contro questa malattia tutti i nuovi nati è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981. Nel frattempo erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991). Ora, con il decreto approvato lo scorso venerdì in Consiglio dei Ministri, sono salite a 12 le vaccinazioni obbligatorie.