Politica sanitaria dal mondo

Lotta al tabagismo, le priorità europee

1 Giugno 2017 - Nel 2014 il cancro ai polmoni ha causato la morte di 272mila europei: il dato, che viene da Eurostat in occasione della Giornata mondiale senza tabacco dell’Oms (lo scorso 31 maggio), indica il tumore polmonare come la causa del 21 per cento delle morti per neoplasia. Di fatto ogni anno, nel nostro Paese, 180mila persone perdono la vita a causa del fumo. Eurostat fa presente inoltre che in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, la quota di cancro al polmone tra i tumori mortali è la causa principale in Ungheria, seguita da Belgio, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi e Polonia. «Un cittadino europeo su quattro con più di 15 anni fuma regolarmente», ha spiegato Silvia Novello, presidente di Walce onlus, associazione che si occupa dei pazienti affetti da tumore, e docente di oncologia medica all’Università di Torino. «Il 21 per cento invece è esposto quotidianamente ai pericoli del fumo passivo». Si tratta di numeri ancora troppo alti che per essere contrastati necessitano di un maggiore sforzo: secondo gli esperti sarebbe possibile prevedere ad esempio, a livello comunitario, nuovi provvedimenti che limitino l’impatto del tabagismo attraverso l’aumento del costo delle sigarette. Anche a questo scopo il 31 maggio a Bruxelles si è tenuto un workshop all’interno del parlamento europeo: medici e politici hanno discusso con i cittadini europei della lotta al tabagismo. «I pericoli legati al fumo e la prevenzione primaria del cancro sono ancora sottovalutati da parte della popolazione», ha aggiunto Novello. E questo riguarda soprattutto i più giovani: anche nel nostro Paese un adolescente su tre è convinto che le sigarette non siano così dannose come medici e media ci spiegano.