Politica sanitaria dal mondo

Ema a Milano? È quasi realtà

Potrebbe essere Milano, secondo i criteri annunciati dalla Commissione europea, la città scelta per diventare la nuova sede dell’Agenzia del farmaco (Ema) che dopo la Brexit dovrà lasciare l’attuale sede di Londra. Il capoluogo lombardo se la dovrà vedere in particolare con Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Copenaghen e Vienna. In ogni caso la decisione finale, che spetta al Consiglio dei ministri degli esteri, dovrebbe arrivare per la fine di novembre. Secondo un documento pubblicato lo scorso 30 settembre e contenente i criteri attesi dalla città ospitante, per Milano i punti di forza potrebbero essere tre: una sede già pronta (il Pirellone), la comodità dei collegamenti internazionali grazie a tre aeroporti da cui è possibile raggiungere tutte le capitali europee in poco più di tre ore e una rete di servizi per le famiglie dei dipendenti che si trasferiranno: da Londra si sposteranno infatti circa mille dipendenti. Per l’Italia e per Milano l’occasione è unica: aggiudicarsi la sede Ema significa ottenere un importante riconoscimento internazionale. Del resto l’Italia è uno dei maggiori produttori farmaceutici europei: secondo dati Farmindustria, il settore nazionale conta circa 130mila addetti e vale 30 miliardi di euro di produzione. Va comunque notato che la sfida per ospitare l’Agenzia europea del farmaco mette in gioco ancora una volta anche la dualità dell’asse Roma-Milano: a Roma infatti non si è voluta accettare la sfida di una candidatura per l’Ema e pertanto è stato facile per il capoluogo lombardo entrare in lizza. Per una volta, va detto, le istituzioni hanno superato le divisioni politiche per l’obiettivo comune, il tutto grazie a un’attività intensa di lobbying da parte delle aziende del settore. In questo senso anche il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala hanno lavorato gomito a gomito per promuovere la candidatura.