Politica sanitaria dal mondo

Dati Istat: una nuova fotografia della sanità italiana ed europea

Meno ricoveri, meno farmaci ma “abuso” del medico di base: sono alcuni dei risultati relativi al rapporto con la salute dei nostri connazionali che emergono dall’indagine Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione europea nel 2015, appena elaborata dall’Istat anche sulla base di dati Eurostat. Lo studio mostra che gli italiani si ricoverano poco mentre vanno dal medico di famiglia e dallo specialista più della media europea. Al contrario, dal dentista ci si va poco e si prendono meno farmaci rispetto a quasi tutta l’Ue. Bene invece la salute psichica: i connazionali soffrono meno di depressione rispetto alla media.

In tema di ricorso ai servizi sanitari, l’Italia si colloca nella media europea con 8,4 per cento di persone con più di 15 anni che nell’anno precedente sono state ricoverate almeno una volta. Quanto al ricorso al medico di medicina generale, la situazione è diversificata per età: gli over 65 toccano la media del 91,7 per cento di accessi mentre tra 15 e 64 anni il valore è del 69,2 per cento. Situazione opposta per le cure odontoiatriche: solo il 36,1 per cento degli over 65 sono ricorsi a questi servizi clinici mentre tra 15 e 64 anni la percentuale arriva al 49 per cento. L’Italia è invece terzultima nell’Ue per l’uso di farmaci e integratori, sia prescritti che otc.

Quanto alle limitazioni fisiche importanti (visive, uditive e motorie) l’Italia è perfettamente nella media europea. Più seria la situazione relativa alle limitazioni legate alla vita quotidiana e all’autosufficienza per i cittadini con più di 65 anni: gli anziani con problemi di questo tipo (come l’impossibilità di occuparsi della propria persona e delle esigenze primarie) sono ancora molti nel nostro Paese. Sono proprio questi ultimi dati, in particolare, a preoccupare: la richiesta di maggiore assistenza è infatti ormai un’evidenza e riguarda una larga fetta di popolazione. Un aspetto da considerare con attenzione in tutta l’Unione dal momento che si stima che in Europa nel 2050 ci saranno 53 over 65 ogni 100 persone in età lavorativa e in Italia la proporzione sarà di 74 su 100.